Sii acqua, amico mio

E’ successo un po’ a tutti: sin dalla più tenera infanzia, le persone attorno a noi ci hanno chiesto che cosa avremmo voluto fare una volta diventati grandi. Genitori, insegnanti, amici: ci hanno chiesto di comprendere e selezionare le nostre preferenze nel mare infinito di possibilità, e di capire come applicarle nella vita adulta.

Con molta probabilità, da bambini vi hanno permesso di accedere ad una vasta gamma di attività: sport, attività artistiche e ricreative, canto ballo equitazione zumba flauto traverso inglese tedesco…WOW. Veramente un panorama sconfinato di cose a cui poter partecipare. E una volta diventati un pochino più grandi, ci hanno chiesto di abbandonare la bella nuotata nell’oceano delle possibilità e di scegliere. Di selezionare, escludere, iniziando a creare il nostro centro, la nostra personalità. Ed ovviamente cercando di dare un senso alle prospettive future.

Non suona strano anche a voi? Iniziare con l’affacciarsi a molti campi del sapere umano, tutti molto entusiasmanti e belli, e poi BAM! essere un po’ costretti a limitarsi. Decidere coscientemente, in un’età in cui decidere è difficilissimo ed anche abbastanza inutile, cosa portare con sé e cosa abbandonare, spesso in un’ottica squisitamente utilitaristica.

Ovviamente, in alcuni casi, scegliere e selezionare non sono attività da condannare. Il caos della vita quotidiana ha bisogno di essere imbrigliato in un più mite e tranquillo ambiente ambiguo, del quale qualcosa conosciamo e qualcosa no. In caso contrario, il disordine più completo potrebbe risultarci pericoloso e fatale, portandoci ad infiniti cicli di procrastinazione, pigrizia e inattività. E’ difficile agire senza un minimo di chiarezza mentale, e questo è lapalissiano.

Quel che credo non sia così lampante, è che in realtà non abbiamo veramente così tanto bisogno di specializzarci in qualcosa, per poter dare un senso alla nostra vita come percorso. Non c’è veramente questa necessità quasi burocratica di assegnarci un ruolo, aggrapparci a questo con tutte le nostre forze mentre affrontiamo la tempesta della vita. Bruce Lee una volta disse: “Sii acqua, amico mio”. E credo sia uno dei consigli migliori e più belli che si possa tentare di seguire.

Cosa significa “essere acqua”

Essere acqua, essere fluidi, è veramente difficile. Richiede molta forza di volontà, soprattutto perché è quanto di più distante ci è stato insegnato (o, almeno, lo è abbastanza spesso). Essere acqua significa essere fluidi, significa agire e muoversi con grazia, significa piegarsi e non spezzarsi, evitare che tutto venga bloccato dal primo masso che ci si para davanti sotto forma di difficoltà o di sfida. Significa anche che puoi, e davvero puoi, cogliere le tue priorità, i tuoi interessi, le tue conoscenze come se stessi cogliendo dei fiori da un campo meraviglioso e ricchissimo (un campo immaginario, ovviamente, altrimenti presumo che la multa potrebbe essere bella salata).

Quindi. Inizi come una figlia, o un figlio. Al contempo sei, probabilmente, una sorella o un fratello, un cugino, un nipote, un amico, un alunno e così via. Crescendo, con l’inizio della scuola ed il suo progredire, sarà naturale circoscriverti ad un’area (spesso basata sugli interessi manifesti): potresti essere il metallaro, l’otaku, l’hippy, quello strano, quello figo, il secchione, il sinistroide e così via. Ricordiamoci che le etichette che ci vengono assegnate in un momento delicato come l’adolescenza, e che spesso tendiamo ad assegnarci da soli per fare un po’ del famoso “ordine” nella nostra vita, tenderemo a portarcele dietro. Direi che si tratta di una cosa importante. Ma non è tutto: finita la scuola potresti frequentare l’università o cercare un lavoro. In entrambi i casi, la tua specializzazione aumenta: devi capire cosa fare della tua vita. E quindi scegli: diventerai una scienziata, un artista, un’impiegata, una insegnante, un ingegnere e così via. Al contempo, potresti essere un partner, una moglie o un marito, una mamma o un papà.

E alcuni pensano che la faccenda si concluda qui. Segui una scala (che è la tua vita), e devi compiere ogni singolo gradito in un particolare ordine per raggiungere La Vetta: questa meravigliosa e mitologica Vetta, dove sarai felice, soddisfatto della tua vita, completo ed in pace col mondo. Ahhh, che bello. GNNN, errore.

Per alcune persone le cose funzionano davvero così. Ma sono veramente molto, molto poche. Per alcuni la vita è questo, procedere per tappe sicure ed assegnare a ciascuna un valore, un’importanza, ed in ognuna rivestire un ruolo fisso, immutabile, ben codificato e riconoscibile. Per moltissimi altri, però, non è fattibile crescere, vivere e morire secondo questo schema.

La vita non è tutta qui, per niente! Sei la somma meravigliosa di tantissime qualità, aspetti, scelte, preferenze, ruoli, mestiere, interessi e conoscenze. Sei un arcobaleno: mi sembra un po’ sciocco continuare a far finta di essere un rosso, o un blu.

 

Facciamo un po’ di esempi

In questa lista di Buzzfeed sono elencate alcune personalità del mondo dello spettacolo note per essere brave a fare altro, oltre che ad essere estremamente ricche e famose. Questo invece è un piccolo test che puoi fare, per gioco, per capire che tipo di intelligenza regna sovrana in te e quali altre concorrono a formare la tua personalità. Perché? Intanto per capire che

Non è quanto sei intelligente, che conta. Quello che conta davvero è come sei intelligente.
~ Howard Gardner

Parafrasando, oserei dire che

Non è quanto sei felice che conta. Quello che conta davvero è come sei felice, e perché.

Non è una gara. La vita non è una sfida. Se lo è, sicuramente non lo è contro qualcun altro, ma lo è contro TE STESSO. Contro la persona che eri ieri, e l’altro ieri e così via. Una sfida per migliorare, per essere sempre più contento di ciò che sei, felice ed in armonia. Questo dovrebbe essere IL progetto della vita, più grande di ogni altro e sempre meravigliosamente applicabile a tutti i più piccoli progetti che deciderai di avviare (avere una famiglia, un buon lavoro, viaggiare…).

Il mio consiglio è semplicemente di provare a vedere le cose da un diverso punto di vista. Prova ad essere felice, a voler essere felice e libero di essere quello che vuoi. Proprio ora, non domani o tra dieci anni. Cosa ti renderebbe una persona più felice, in termini di attività e di conoscenza? Magari vorresti studiare, da anni, la letteratura di genere. Magari sei sempre stato incuriosito dal sistema riproduttivo delle falene, ma dal momento che sei un cassiere di supermercato non ti sei mai interessato perché “tanto non mi servirà a nulla”. GNNNN errore. Errore errore errore.

Tu sei quello che pensi, perché quello che pensi diventa ciò che dici, e ciò che dici diventa ciò che fai, e ciò che fai fa di te quello che sei. Davvero…basta provarci.

You can do what you want
The opportunity’s on
And if you can find a new way
You can do it today
You can make it all true
And you can make it undo.

~ Cat Stevens, If you want to sing out sing out

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